Domini .eu e la Brexit: cosa succede ora?

Viviamo in un momento storico molto particolare, in cui la da poco nata Unione Europea fa registrare intorno a sé una diminuzione della fiducia popolare davvero preoccupante. La crescita dei movimenti sovranisti, e i tanti errori commessi dalla nascita dell’Unione, ha portato a una grande insofferenza di gran parte degli europei. Il culmine di questo andare contro ha trovato la sua summa nel fenomeno che ha preso il nome di Brexit, ovvero la decisione del Regno Unito di uscire dall’Unione. A parte i grandi cambiamenti socio-politici che questo scenario comporta, vi sono anche stravolgimenti per quel che riguarda i servizi web adottati da migliaia di aziende. Cosa accade a coloro che vivono in UK e hanno un dominio .eu?

Domini .eu e Brexit, cosa succede

Si è assistito per alcune ore a un’ondata di “panico digitale” senza precedenti. Secondo quanto stabilito dalla Commissione Europea, i cittadini del Regno Unito non potranno più usufruire dei domini con estensione .eu, con buona pace di tutti coloro che avevano sviluppato un business puntando su una “visione europeista”. I cittadini britannici non potranno quindi registrare domini .eu, ne tantomeno rinnovare i .eu in proprio possesso.

Vuoi saperne di più sulla Brexit? Leggi questo articolo.



Un passo importante da sottolineare, che provoca stravolgimenti per un numero spropositato di aziende e progetti pronti all’avvio o esistenti da anni.

Cosa cambia per i cittadini europei che vivono nel Regno Unito

Se i cittadini britannici non potranno più usufruire dell’estensione .eu, stessa sorte tocca anche ai cittadini europei che vivono nel Regno Unito? Diciamo subito che su questo tema si sta creando un po’ di confusione, inevitabile dopo un evento di tale portata (la Brexit) che troverà il suo compimento ufficiale nel prossimo autunno.

Secondo quelle che sono le notizie ufficiali (!) che possiamo trovare attualmente online, sembra proprio che per i cittadini europei non ci sarà alcune problema. Visto che lo conferma proprio l’EurID, ovvero l’ente che si occupa della gestione dei domini .eu, i cittadini europei che vivono nei Paesi del Regno Unito e che possiedono un .eu potranno continuare la propria attività online. Per farla breve, i cittadini europei residenti in UK potranno rinnovare e registrare domini .eu, dando così continuità al lavoro svolto finora.

Una decisione importante che, se da un lato fa tirare un sospiro di sollievo a un numero imprecisato di professionisti, dall’altra traccia un solco netto rispetto ai cittadini del Regno Unito. Una dimostrazione tangibile di una decisione, quella presa dal popolo britannico, che forse è figlia di sentimenti popolari orchestrati a regola d’arte per provocare un effetto rivoluzionario che, nella realtà oggettiva, potrebbe non essere poi così vantaggiosa come immaginato.

Prospettive nefaste per il .eu… o forse no?!

Il sentimento negativo che sta serpeggiando nei Paesi dell’Unione Europea (alimentata ad arte dal Sovranismo crescente), potrebbe forse incidere sul destino dell’estensione dominio .eu? Secondo il nostro parere, il calo drastico della fiducia nei confronti dell’UE inciderà in negativo anche sui domini europei, visti come il simbolo di un qualcosa che doveva unire i popoli ma che poi, secondo le testi dei Partiti nazionalisti, ha portato invece all’esatto opposto.

Come confermato dai numeri, di recente c’è stato un calo dei domini .eu. Come bilanciare una situazione come quella che si sta prospettando secondo le attuali statistiche? Il disinteresse verso l’estensione europea potrebbe causare il boom delle estensioni nazionali (per esempio il .it per l’Italia, il .fr per la Francia e così via). Un modo diretto per sottolineare l’appartenenza a un contesto territoriale/culturale preciso.

Non vi sono più dubbi sul fatto che l’Europa sta tornando indietro, nel senso di un ritorno di un sentimento di orgoglio nazionale messo in crisi (secondo alcuni) da una nefasta gestione economica e sociale dell’UE.

Prima di esprimere l’addio definitivo al .eu, occorre attendere i cambiamenti socio-politici che ormai sono all’ordine del giorno (basta guardare quanto accade in Italia). Chi ci dice che il consenso raggiunto dai movimenti di Destra, con conseguente sfiducia verso una visione globale a favore di un’ottica nazionalista, non possa invece portare a una rinascita dei Partiti progressisti di Sinistra che vedono nell’Unione il simbolo di un futuro migliore?

Difficile dirlo, ma se ciò avvenisse allora il dominio .eu potrebbe avere un nuovo inizio.

Conclusioni

Alcuni sostengono che gran parte del popolo britannico si sia pentito della Brexit. Altri invece sottolineano come quello del Regno Unito sia solo la prima uscita di una grande Nazione da una UE che non piace più. Difficile immaginare quale possa essere la realtà e gli scenari futuri. Ciò che possiamo dare (quasi) per certo, è che i cittadini europei residenti in UK non avranno problemi con i domini .eu.

Non ci resta che attendere poi i prossimi accadimenti politici per valutare altri cambiamenti di prospettiva in ambito continentale.


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